Le terme mi hanno sempre affascinato, negli anni ho avuto la possibilità più volte di andare in maremma alla terme di Saturnia e nel senese a Bagno Vignone. La mia regione, la Toscana è molto ricca di siti terminali e l'offerta è quindi vasta e variegata. Dopo una lunga ricerca dei centri benessere e termali in Toscana e dopo aver esaminato miriadi di offerte, ho scelto il centro termale Petriolo Spa & Resort a Pari nel comune di Civitella Paganico nella maremma grossetana. L'albergo è situato a pochi chilometri dalle Terme di Petriolo( se alloggiate in albergo non avrete però bisogno di andare fino alla terme, in quanto in albergo ci sono varie piscine con acqua termale)e si arriva in 40 minuti circa sia a Siena da un lato che a Grosseto dall'altro. Il Petriolo Spa & Resort è un albergo a 5 stelle, posizionato sulla strada provinciale verso Grosseto, Abbiamo scelto questo albergo, valutando le varie offerte trovate su internet. Per risparmiare abbiamo scelto giorni feriali, infatti, un po' tutti i centri benessere offrono prezzi scontati dalla domenica al giovedì. L'offerta del Spa alla quale abbiamo aderito era di 195 euro per la camera doppia compresa di prima colazione ed entrata nel centro benessere con acqua termale all'interno della struttura. Sinceramente si trovano offerte a prezzi molto più bassi, noi abbiamo scelto questa struttura per le recensioni positive trovate su internet Confrontando questa offerta con altre più economiche, abbiamo notato una differenza notevoli tra i servizi offerti dal Petriolo Resort. Alla fin dei fatti abbiamo notato che spendendo circa 30-40 euro in più al giorno avremmo alloggiato in un albergo a 5 stelle con un centro benessere a dovere. Fatta la scelta il giorno prima della partenza, il sabato, io mia moglie e la nostra piccolina di 2 mesi ci prepariamo alla nostra vacanza di relax di 2 giorni. 23-05-2010 La mattina della domenica, sveglia verso le 10 colazione poi valige in mano e partenza verso le terme. La giornata è bellissima e la strada che ci accompagna ci offre un paesaggio verde molto gradevole. Prima di arrivare al Resort, passato Siena, diamo un occhio ad una piccolissima località sulla strada chiamata “Filetta”, qui nel verde della campagna maremmana c' è un altro centro benessere. Il posto non è male magari,potrebbe essere un luogo valido per la prossima vacanza. Arriviamo dopo circa un'ora e mezzo di macchina al Petriolo Resort. Al nostro arrivo, come parcheggiamo arriva subito il fattorino per prenderci le valigie, io e Vanna siamo anche imbarazzati, la nostra lancia Y è piuttosto sporca e incasinata tra pannolini sporchi, bottiglie di plastica etc. Arrivati alla reception e registrati prendiamo l'ascensore e via verso il basso ( l'albergo si sviluppa verso il basso, ma non preoccupatevi non è un seminterrato, solo che la reception è al piano alto che costeggia la strada) per entrare nella nostra stanza. La stanza è davvero bella, letto grande e comodissimo, tv satellitare, aria condizionata bagno con vasca e doccia molto grande e due accappatoi e ciabatte sul letto che ci aspettano. Molto soddisfatti per la scelta dell'albergo e del servizio, indossiamo accappatoio e costume e con la carrozzina ci dirigiamo verso il centro benessere. Avendo la bambina piccola, facciamo il percorso benessere a turno, inizio io il percorso mentre Vanna con la bambina stanno nella piscina esterna. Il responsabile mi spiega come funziona il centro, ci sono 3 vasche di acqua calda tutte e 3 sono di acqua termale ma due sono diluite con il cloro rispettivamente a 32 e 36 gradi la terza acqua termale pura a 42 gradi. Oltre alle vasche d'acqua calda c' è il bagno turco, la sauna, le docce emozionali, la doccia di ghiaccio e il percorso knigh. Il consiglio è di iniziare con la vasca a temperatura più bassa nella quale si può fare anche l'idromassaggio e poi alternare una doccia fredda e se lo so vuole una tra sauna o bagno turco. Inizio il mio ciclo circa mezz'ora compreso doccia e 3 minuti di bagno turco. Niente da dire è davvero rilassante e piacevole, do il cambio a Vanna e mi rilasso su un comodo lettino leggendo un libro. Il nostro pomeriggio continua così fino verso le 17 circa, l'acqua calda un po' stanca così torniamo in camera per un breve riposino e doccia e ci prepariamo per andare a cena. Non avendo la mezza pensione in albergo, ne approfittiamo per uscire e vedere qualche paesino nelle vicinanze. Uscendo dall'albergo ci dirigiamo verso Grosseto, prendiamo la prima uscita, arriviamo al piccolo ma caratteristico paese di Pari. Mentre Vanna rimane con la bambina in macchina, io mi faccio un breve giro del paese che si gira davvero in 10 minuti o poco più per cercare un posto per mangiare, trovo solo 2 ristoranti, guado il menù e poi riferisco a Vanna. Niente da fare vogliamo risparmiare un po' quindi torniamo indietro alla ricerca di qualcos'altro. Nella strada per tornare in albergo, troviamo una pizzeria e decidiamo di fermarci lì La pizzeria non è male l'ambiente è un po' naif , la pizza è buona e l'accoglienza anche. Mangiamo un po' di fretta, visto che la bambina è irrequieta e dopodiché torniamo in albergo. Sono solo le 9 della notte ma il primo giorno di terme ci ha decisamente intontiti, io mi distendo sul letto e mi addormento all'istante. 24-05-2010 Ci alziamo verso le 9 e facciamo una buona colazione nel terrazzo e dopo torniamo in camera per decidere come trascorrere il resto della giornata. Sia io che Vanna, siamo dell'idea che trascorrere tutto la giornata in piscina ed al centro benessere potrebbe essere effettivamente molto noioso, così optiamo per fare un giro in qualche paesino. Qui vicino ci sono molte località carine, nel passato abbiamo già visitato la bella chiesa senza tetto di San Galgano, questa volta decidiamo di andare verso Siena e visitare Monteriggioni. Monteriggioni è un paesino di epoca medioevale situato nelle colline senesi. Le mura medioevali di Monteriggioni, circondano la piccola cittadina di soli 60 abitanti, composta da una Piazza centrale ed una serie di vie periferiche dove si estende ( si fa per dire) il resto del paese. Nella piazza centrale visitiamo la piccolissima chiesa e dopodiché acquistiamo il biglietto per salire sulle mura e per visitare il museo delle armature medioevali. Il museo è piccolo ma molto carino e soprattutto molto istruttivo, dal museo apprendiamo che anche Dante ha celebrato Monteriggioni, infatti il Sommo poeta nell'inferno celebra questa cittadina con il seguente verso:
«però che, come in su la cerchia tonda Monteriggion di torri si corona, così la proda che 'l pozzo circonda torregiavan di mezza la persona li orribili giganti, cui minaccia Giove del cielo ancora quando tona» Nel museo è molto interessante ammirare anche le varie armature presenti che comprendono circa 400 anni di storia medievale, oltre a ciò la storia della cittadina, che cadde nel cinquecento ad opera dei Medici. Usciti dal museo, ci dirigiamo in piazza dove mangiamo nel ristorante principale, un pranzo veloce perché la piccola Matilde non ci dà pace. Finita il pranzo facciamo a piedi la strada fino al parcheggio e ci dirigiamo nuovamente verso Petriolo. Tornati al Resort, un breve riposino in camera e poi in piscina, coccolati dall'acqua calda e l'idromassaggio trascorriamo il resto del pomeriggio rimastoci. E' quasi l'ora della cena e siamo piuttosto stanchi, soprattutto Vanna, che è stata piacevolmente assopita dal calore dell'acqua termale. Siamo indecisi se rimanere a mangiare in albergo oppure uscire a cercare qualcosa. L'albergo è piuttosto caro ed io insisto per uscire, Vanna è un po' perplessa ma poi accetta. Usciamo dall'albergo ed andiamo sempre in direzione Siena. Fatti solamente pochi chilometri troviamo una specie di area di sosta, con una grossa scritta ristorante La struttura in stile moderno ma un po' fatiscente che ci si presenta davanti appare deserta e ci lascia perplessi, tuttavia seguiamo il cartello ristorante che ci fa girare proprio dietro a questa struttura e costeggiando un fiumiciattolo dopo pochi metri arriviamo ad uno splendido borgo in pietra. Nel borgo c è anche un ristorante e non sembra male, l'ambiente è carino ed i gestori sono molto gentili. Anche il cibo fortunatamente non è male, coniglio per me e tagliata di manzo per Vanna , dolce fatto in casa acqua e vino per una spesa circa di 20 euro a testa. Sono le 22 circa, torniamo a casa e ci apprestiamo a dormire l'ultima notte nel comodo letto dell'albergo per poi tornare all'indomani a casa. La vacanza è stata piuttosto soddisfacente, l'albergo sicuramente non è economico, ma il rapporto qualità prezzo può considerarsi buono. Siamo stati, inoltre molto contenti del luogo, immerso nel verde ed ideale per chi vuole rilassarsi ma anche molto strategico visto la vicinanza sia di Grosseto che di Siena e di altri paesini carini per fare rapide escursioni. Le foto del viaggio
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Tutti coloro che hanno avuto la fortuna di visitare il Borgo di Pitigliano nella maremma toscana, sono rimasti a bocca aperta dal paesaggio e dall'ambiente che hanno ammirato.Pitigliano appartiene a quei luoghi al mondo che ti proiettano in un'altra dimensione; dove l'anima trova vasti spazi di riflessione ed il cuore si lancia nell'impeto della passione. Non è solo per il panorama mozzafiato, di una città che si erige in alto sopra un'austera ma rassicurante roccia di tufo, né per il verde selvaggio tipico della campagna maremmana e neanche infine le tante piccole trattorie a carattere familiari nelle quali gustare deliziosi prelibatezze, magari davanti ad il fuoco di un camino. Quello che rende Pitigliano speciale è la dimensione di un luogo che sfugge alla logica dei nostri tempi. Un borgo che è uguale da secoli e che cela nei piccoli vicoli che si susseguono l'un l'altro, una storia antica e poco conosciuta ai più. Gli etruschi i romani e poi nel Medioevo le famiglie dei conti Aldobrandeschi e Orsini ed infine il Gran Duca di Toscana Ferdinando I dei medici, hanno caratterizzato la storia di questo luogo lasciandone numerose testimonianze tutt'oggi riconoscibili. Un luogo, come detto dove la modernità non è riuscita ad insinuarsi, lasciando ancora spazio ad un contesto arcaico, dove viene naturale sentirsi sereni ed in pace con il mondo. Non trovo molte altre parole per descrivere questo fantastico borgo, consiglio a tutti coloro che abbiamo l'opportunità, magari durante un soggiorno in Toscana di visitarlo, vi segnalo, inoltre che a pochi minuti di macchina troverete le Terme di Saturnia e che quindi potrebbe essere un posto adatto anche per una vacanza termale. Personalmente ho trascorso solo una mezza giornata a Pitigliano anche se mi riprometto di tornarci presto. Sono stato a Pitigliano circa 8 mesi fa ( nel novembre del 2010) mentre mi trovato alle terme di Saturnia. Avendo visto in precedenza delle foto di Pitigliano su internet, abbiamo deciso con mia moglie di farci un salto. Da Saturnia, sono solo 20 minuti di macchina,quando si arriva a scorgere la città, il panorama è davvero mozzafiato, una grande rupe di tufo spiovente dove sopra è arroccata Pitigliano. Sbalorditi e contenti, parcheggiamo la macchina in prossimità del centro storico e armati con una piccola guida ci appestiamo a fare la nostra visita. La guida ci dice che il centro storico è noto come la piccola Gerusalemme per la storica presenza di una comunità ebraica, da molti anni integrata nella comunità di Pitigliano. I vicoli che salgono e scendono tra le costruzioni in sasso, sono molto affascinanti e ci regalano sensazioni piacevoli. Nella guida troviamo anche cose interessanti da vedere, così passiamo il pomeriggio, visitando la Sinagoga di Pitigliano ( testimonianza della già citata comunità ebraica), la chiesa di Santa Maria a Rocco edificata in epoca medioevale ed il Duomo anche questo di epoca medioevale e ristrutturato in varie epoche. La guida ci fornisce molte altre chiese e monumenti da visitare ma è quasi ora di cena e così passeggiando troviamo una piccola ed accogliente trattoria dove mangiare. Qui le specialità sono il cinghiale, oltre ai salumi ed i formaggi. La cena è squisita, terminato di mangiare torniamo verso il bungalow di Albinia dove stiamo alloggiando, contenti per aver visitato questa splendida città.
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Devo dire la verità, non ricordo mai di aver fatto in tutta la mia vita un viaggio in camper. La tenda e la roulette ancora di più hanno accompagnato molte delle mie vacanze estive nel periodo dell'adolescenza, ma di camper proprio non c' è traccia. Nonostante non abbia mai avuto nessuna esperienza , l'idea della vacanza in camper mi affascina da molto e mi stimola da sempre diversi riflessioni. Ho notato dai vari racconti, raccolti dagli amici camperisti, che vi è un amore viscerale verso questo mezzo e una sorta di intima complicità tra camperista e camperista. Nell'ideale della vacanza di camper, si scorge un essere comune, un stile di vacanza che lega più persone e le rende affini nel legame comune con il proprio mezzo. Sempre dai racconti gioiosi dei miei amici, mi sono stati elencati i vari vantaggi della vacanza in camper. Vantaggi che accolgo volentieri, ma nello spirito critico che mi caratterizza voglio anche confrontare anche con gli inconvenienti. Tra i vantaggi certamente bisogna annoverare la libertà di movimento; la possibilità quindi di potersi spostare liberamente senza il rischio di ritrovarsi senza albergo o senza cena, la libertà inoltre di cambiare luogo se non gradito o se magari il tempo non è dei migliori. Vi è da notare, inoltre che per le famiglie numerose o le grandi comitive di amici, il camper può portare anche dei vantaggi di costo. Una famiglia di 5 persone risparmierà certamente molto rispetto ad una vacanza in albergo. Anche se in un'analisi più dettagliata si dovrebbe considerare i prezzi di acquisto del camper. Tra gli svantaggi, le difficoltà in taluni località a trovare posti adeguati per i rifornimenti, oltre alcune strade dissestante e strette che possono mettere in difficoltà anche i guidatori più esperti. Per taluni,inoltre, la vita in comune in spazi piuttosto stretti che può rappresentare un problema, quindi certamente occorre anche un certo spirito di adattamento ed una predisposizione a vivere a stretto contatti con gli altri. Alla stregua delle considerazioni razionali mi trovo ancora combattuto; certamente non potrei come prima mossa acquistare un camper, la logica mi consiglierebbe di noleggiarne uno. Cercando su internet si trovano molte società che fanno questo tipo di attività. I prezzi variano molto di periodo in periodo, tutto sommato in bassa stagione per un camper piccolo per 4 persone si possono spendere anche solo 60 euro al giorno, mentre se ne spendono 200 circa in alta stagione per un camper di 7 posti. Provare un camper in bassa stagione, per un week end potrebbe essere un'idea e chissà mai che prima poi faccia anche questa esperienza Mi domando se riuscirò a rivivere quella magia della vacanza in camper, di cui molti mi parlano. Come già detto non ho mai provato la vacanza in camper, ma l'immagino come qualcosa di intimo e caloroso, dove la bellezza sta nel svegliarsi al mattino e trovarsi ogni giorno davanti un paesaggio diverso, che ti regala una nuova sensazione di scoperta e ti rinnova la tua voglia di continuare il viaggio.
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I parchi letterari Esiste ai giorni d'oggi un fascino particolare per i luoghi associati alla vita e le opere degli scrittori, che induce una nicchia di turisti a visitare le case di nascita e l'ambiente nel quale lo scrittore si è formato. Tali luoghi si possono identificare: nei sentieri, nei ruderi, nelle vecchie case degli autori, nei centri storici od in qualsiasi altro luogo che abbia caratterizzato la vita o le opere degli scrittori. I motivi di questo desiderio sono da ricollegarsi a più ragioni. Innanzitutto l'attrazione verso le località legate alla vita degli scrittori. Le vecchie case nelle quali gli scrittore vissero, possono rievocare un atmosfera nostalgica e di rispetto da parte dei turisti. Un altro motivo del turismo letterario è da ricercarsi in quei luoghi nel quale un'opera letteraria è ambientata. Una terza ragione riguarda qualche episodio fondamentale nella vita dell'artista, come la sua nascita, il matrimonio, la morte o qualche altro evento rilevante. I luoghi letterari, rappresentano in sintesi, i luoghi reali nel quale gli scrittori vissero e nei quali il turista, ricerca quegli indizi utili, per meglio comprenderne la vita e le opere o semplicemente per ricordarli e venerarli. I luoghi deputati alla contemplazione delle vita e delle opere degli scrittori sono detti Parchi letterari. Il senso del Parco Letterario consiste nel salvaguardare il pensiero e l'esperienza dello scrittore e di stimolare la curiosità e la fantasia dei turisti. Per ripristinare il ricordo letterario, si deve intervenire nello spazio deputato, in modo da ripristinare per quanto possibile le medesime condizioni che hanno creato quell'esperienza o quel pensiero che furono testimonianza di vita e fonte di ispirazione dell'autore. In tale ottica i parchi letterari creano dei processi di valorizzazione del territorio non soltanto a livello culturale ma anche in ottica strettamente turistica economica, offrendo nuove possibilità di lavoro. Sebbene i luoghi deputati al patrimonio letterario, rappresentino da sempre delle fonti di attrazioni per molti turisti, vedi per esempio la casa di Dante a Firenze che ormai da tantissimi anni riceve migliaia di visitatori ogni anno; negli ultimi anni la diffusione del parco letterario come luogo della memoria letteraria si mostra in rapida ascesa. In Italia ne sono nati molti negli ultimi anni, tra i quali ne elenchiamo alcuni di seguito1: ABRUZZO BASILICATA -
Carlo Levi Aliano, (Matera) -
Carlo Levi Grassano, (Matera) CALABRIA -
Franco Costabile, Lamezia Terme (Catanzaro) -
Tommaso Campanella, Cosenza (CS) LAZIO -
Omero, Agro Pontino (Latina) -
Pier Paolo Pasolini, Ostia (Roma) -
Publio Virgilio Marone, Pomezia LIGURIA -
Dante in Lunigiana, Ameglia (La Spezia) -
Eugenio Montale, Monterosso a Mare (La Spezia) MARCHE SICILIA -
Giovanni Verga, Vizzini (Catania) -
Nino Savarese, Enna -
Salvatore Quasimodo, Modica (Ragusa) TOSCANA
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La centralità del concetto di sostenibilità sta diventando sempre più un argomento di attualità. Tale concetto non rappresenta tuttavia una novità assoluta dei nostri tempi, infatti sono passati più di trent'anni da quando nel 1987 nel rapporto Brundtland (dal nome della presidente della Commissione, la norvegese Gro Harlem Brundtland) venne coniata la definizione di Sviluppo Sostenibile. Tale definizione recitava: "lo Sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni ". I problemi centrale che la commissione affrontò, riguardarono le problematiche legate all'inquinamento ambientale ed ai danni provocati all'ecosistema. In seguito, la definizione e la linea di pensiero della commissione Brundtland, furono riprese dalla Conferenza mondiale sull'ambiente e lo sviluppo dell'ONU (World Commission on Environment and Development, WCED), dalla quale nasce la cosiddetta regola dell'equilibrio delle tre "E" ecologia, equità, economia. Nel 1994, l'ICLEI (International Council for Local Environmental Initiatives) elabora una nuova definizione di sviluppo sostenibile, inteso come: “Sviluppo che offre servizi ambientali, sociali ed economici di base a tutti i membri di una comunità, senza minacciare l'operabilità dei sistemi naturali, edificato e sociale da cui dipende la fornitura di tali servizi”. In definitiva, L'ICLEI, vuol definire lo sviluppo sostenibile, quello sviluppo che fornisce fattori ecologici, sociali ed opportunità economiche a tutti gli abitanti di una comunità, senza creare una minaccia alla vitalità del sistema naturale, urbano e sociale dalle quali queste opportunità dipendono. Nel 2001, l'UNESCO amplia ancora il concetto di sostenibilità, sostenendo che "la diversità culturale è necessaria per l'umanità quanto la biodiversità per la natura (...) la diversità culturale è una delle radici dello sviluppo inteso non solo come crescita economica, ma anche come un mezzo per condurre una esistenza più soddisfacente sul piano intellettuale, emozionale, morale e spirituale". (Art 1 e 3, Dichiarazione Universale sulla Diversità Culturale, UNESCO, 2001). La dichiarazione dell'Unesco pone un quarto e forte pilastro al tema della sostenibilità quello della "diversità culturale". Pur non essendo un tema nuovo, sembra che soltanto negli ultimi anni il concetto di sostenibilità stia iniziando a diffondersi nell'opinione pubblica; che si dibatte oggi su argomenti quali: la salvaguardia dell'ecosistema ,il consumo critico, la necessità di crescita dei paesi in via sviluppo, la tutela delle biodiversità e delle diversità culturali. Accanto al tema della sostenibilità si sta dibattendo su un altro aspetto a questo correlato , quello della crescita zero. Il tema della crescita del PIL come indicatore che scandisce lo sviluppo di una società, sembra aver trovato ai giorni d'oggi delle resistenze. I sostenitori della bioeconomia , con il suo fondatore Nicholas Georgescu-Roegen hanno teorizzato un sistema di "Decrescita". Tale teoria pone l'accento sulla limitatezza della risorse presenti in natura e sul fatto per il quale, la crescita economica non possa intendersi illimitata. Lo sviluppo, non può considerarsi soddisfatto soltanto attraverso la crescita del PIL, che come già sostenuto non può essere infinita, ma deve misurarsi, altresì, nella ricchezza sociale di un territorio.In tal senso la buona salute dell'ecosistema, il funzionamento della giustizia, la fruizione della cultura, le buone relazioni sociali rappresentano altri indicatori di ricchezza non monetaria sinonimi di crescita di una società.Il PIL, infatti, se è uno strumento fondamentale nel computo della ricchezza materiale di una società; comporta in altre occasioni dei risvolti negativi. La crescita del PIL, non vuol dire necessariamente sviluppo, almeno se si intende con il termine sviluppo un accezione più generalista di quella meramente monetaria. A sostegno di ciò riportiamo le stesse parole dell'attuale ministro delle finanze Giulio Tremonti: “Ho l'impressione che la realtà non sia completamente catturata dalle statistiche sul Prodotto interno lordo. Se fossero calcolati e acquisiti come rilevanti dati come la bellezza, l'ambiente, la storia, il clima, l'Italia avrebbe un'imbarazzante prima posizione, seguita a molte distanze da altre lande”. Il PIL, “non è un limite, ma un punto su cui riflettere, dal momento che è stato inventato prima della globalizzazione. Non a caso parliamo di un prodotto fondamentalmente "interno". Le società attuali, drogate da consumi materiali considerati futili (telefoni cellulari, viaggi aerei, uso costante e non selettivo dell'auto ecc.) non percepiscono, in generale, lo scadimento di ricchezze più essenziali quale la qualità della vita e sottovalutano le reazioni degli esclusi, come la violenza nella periferie o il risentimento contro gli occidentali nei paesi esclusi dallo sviluppo economico. La teoria della decrescita sostenibile, non implica evidentemente il perseguimento della decrescita in sé e per sé; si pone invece come mezzo per la ricerca di una qualità di vita migliore, sostenendo che il PIL consente solo una misura parziale della ricchezza (un incidente d'auto, ad esempio, è un fattore di crescita del PIL) e che, se si intende ristabilire tutta la varietà della ricchezza possibile, allora è urgente smettere di utilizzare il PIL come unico indicatore. Risulta difficile sostenere con certezza quali saranno gli indici sui quali verrà calcolato il grado di sviluppo di un paese in futuro; pare chiaro tuttavia, che dei profondi cambiamenti siano in atto nella nostra vita quotidiana ed in tal senso il viaggio e la bellezza sono elementi che possono contribuire alla svolta di questo cambiamento, favorendo nuove ed importanti riflessioni. Nel turismo si parla di sostenibilità per indicare quel turismo che garantisce i bisogni dei turisti del presente senza comprometterne i bisogni dei turisti del futuro. Ci si chiederà a questo punto qual'è la relazione tra il viaggio, bellezza e sostenibilità; in realtà le connessioni sono ben più di quanto si possa immaginare. Iniziamo dicendo che gli anni dell'industrializzazione e del consumo hanno senz'altro portato i paesi occidentali in un stato generale di benessere; ma hanno altresì prodotto nell'eccesso del mito consumistico un aumento della generazione di brutto, che si è manifestato, nell'eccessiva ed invasiva speculazione edilizia, nei rapporti sociali ( vedi forte aumento delle malattie sociali , quali droga, alcolismo e depressione) nella distruzione di interi paesaggi ed ecosistemi e nel degrado ambientale in generale. Tuttavia siamo di fronte ad un cambiamento di rotta, il sorgere di nuovi valori quali la biodiversità, la diversità culturale ci invitano ad un nuovo approccio con la natura e le persone. Così, in questo rinnovato spirito il viaggio nella bellezza diventa il piacere di tutelare l'ambiente, il piacere di godere di un paesaggio ancora incontaminato, il piacere di scoprire le tradizione ed il folklore di un popolo o il gusto genuino dei cibi di una sagra popolare. In tal senso il bello qui espresso niente ha che fare con il bello stereotipato del turismo di massa, laddove il bello è rappresentato dal piacere edonistico di mostrare e sfoggiare la bellezza più che di trarne reale godimento. La professoressa americana esperta di estetica Elaine Sarry, nel suo libro "Sulla bellezza ed essere giusti", difende il concetto di bellezza dalle critiche di alcuni intellettuali, che sostengono che il bello distoglie l'attenzione da argomenti più importanti ed è rappresentativo di un pensiero edonistico e superficiale. La Sarry, non si limita solo alla difesa ma contrappone una visione pedagogica della bellezza; nella quale la contemplazione del bello in un quadro, in un paesaggio, in un monumento, in un tramonto, ci induce in un rapporto sociale più aperto e più equo. Un'altra tesi, questa, per sostenere che il viaggio nella bellezza svolge un'importante funzione educativa nell'apprendimento di nuovi valori sorti dai valori della sostenibilità Altro valore dei nostri tempi che crea una correlazione diretta tra turismo e sostenibilità, è quello della tutela dei paesaggi . Il paesaggio è probabilmente l'espressione più emblematica del rapporto tra territorio e uomo. Esso rappresenta, infatti, la combinazione tra la biodiversità; nell'alchimia nella quale gli elementi della natura si contraddistinguono l'uno dall'altro da luogo in luogo e la diversità culturale; nell'interpretazione della stessa natura da parte dell'uomo secondo gli usi e le tradizioni del posto. Il paesaggio in questo contesto accresce così la sua idea di bellezza. Oltre al bello puramente estetico, che è rappresentato nei colori e nelle forme nelle quali il paesaggio stesso si configura, si deve parlare della bellezza intrinseca nei valori stessi che il paesaggio rappresenta. Ecco quindi che il paesaggio diventa per il viaggiatore una promessa di bellezza ( che come diceva Sthendal è una promessa di felicità), che si realizza non solo nella contemplazione dell'immagine, ma nell'idea; intesa come insieme di valori che quell'immagine rappresenta. In tale contesto il paesaggio diventa meritevole di tutela alla stregua dell'arte e della cultura, in quanto oltre ad assolvere l'importante funzione di preservazione dell'ambiente, assolve la funzione di preservare e testimoniare valori e tradizioni delle popolazioni che lo abitano.
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Viaggiatore e turista sono due entità sulle quali gli studiosi di scienze sociali si sono dibattuti e confrontati nel corso degli anni. Il viaggiatore è una figura tipica del mondo preindustriale mentre il turista nasce nella società industriale con i viaggi di massa organizzati. Con la società industriale alcuni fattori quali:la crescita economica generale,lo sviluppo di efficienti e rapidi sistemi di trasporto, la conquista dei diritti sociali delle classi meno abbienti , fa si' che il turismo diventi più che mai un fenomeno da comprendere e studiare. Vengono pertanto proposte alcune definizioni per il turista, tra le quali probabilmente la migliore o almeno la più nota; è quella proposta dall'Organizzazione Mondiale del turismo (World Tourism Organization). Tale organizzazione recita : "un turista è chiunque viaggi in paesi diversi da quello in cui ha la sua residenza abituale, al di fuori del proprio ambiente quotidiano, per un periodo di almeno una notte ma non superiore ad un anno e il cui scopo abituale sia diverso dall’esercizio di ogni attività remunerata all’interno del paese visitato. In questo termine sono inclusi coloro che viaggiano per: svago, riposo e vacanza; per visitare amici e parenti; per motivi di affari e professionali, per motivi di salute, religiosi/pellegrinaggio e altro." Gli elementi nodali di questa definizione mettono in evidenza tre aspetti fondamentali del turista, ovvero: lo spostamento, il tempo e le motivazioni. Proprio queste ultime sono da considerarsi fondamentali nell'analisi tra turista e viaggiatore. Infatti, se sicuramente il turista è guidato da motivazioni quali; il bisogno di relax, il bisogno di staccare dalla routine quotidiana, il raggiungimento di uno status che lo pone in una posizione diversa nella scala sociale assecondo ad esempio il luogo di vacanza frequentato; di contro il viaggiatore è animato da motivazioni quali: la scoperta di nuovi mondi, la curiosità nei confronti di diverse culture, la contemplazione dell'arte e della bellezza in generale. Il viaggiatore, inoltre, differisce dal turista del periodo industriale, in quanto le sue motivazioni nascono da una coscienza propria che lo porta ad un irrefrenabile bisogno di scoperta e di appagamento dell'intelletto.Il turista del periodo industriale si trova, più frequentemente come un entità artificiosa inserita in un una logica artefatta di sistema. Il pacchetto turistico nella varietà delle sue proposte è l'elemento nel quale il turista viene categorizzato e gestito come in una logica di catena di montaggio. Si tratta di un turista di front region incapace di imporsi e di penetrare nell'ambiente che lo circonda. Dopo il boom del turismo delle tre esse (sun-sex-sea) , di un'offerta che si è concentrata su infrastrutture hard e ha portato a volte una cementificazione eccessiva negli anni Sessanta, oggi con l'emergere di turismo sostenibile, di un turismo culturale più soft (basato su elementi quali: enogastronomia, folklore, tradizioni), il senso del viaggio assume connotazioni diverse. Il turista moderno che scava nella back region, va oltre lo spettacolino da turista ma vuole conoscere la verità e l'autenticità dei luoghi; è un soggetto che assume una centralità e che ha la forza di imporsi. Quindi per il turista si può parlare di un passaggio evolutivo, ovvero di un ritorno alle origini. E' come se il senso di scoperta e di riscoperta che connotano in maniera sempre più marcata il turista moderno, rappresentassero un ritorno alla figura del viaggiatore originario, dell'esploratore, dello studioso, dell'assetato di conoscenza; solo che se in passato non si guardava oltre,oggi si cercano di scoprire le identità dei luoghi, le tradizioni e gli usi dei popoli. In ultima analisi pare piuttosto difficile tracciare delle nette linee di demarcazione tra queste due figure.Pare tuttavia chiaro,che queste si sovrappongano ed in taluni casi possano anche coincidere o almeno coesistere. Per fare un esempio un po' surreale, potremmo dire che il turista è il corpo che si sposta nello spazio e il viaggiatore è l'anima che invia l'impulso vitale di questo spostamento. Il viaggiatore, quindi, nient'altro è che quel turista dal comportamento atipico che riesce a penetrare in spazi e culture diverse da quelle originarie e con le quali crea un nuovo tutt'uno armonico. In definitiva , turista e viaggiatore nient'altro rappresentano se non due diverse filosofie di viaggio
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Il viaggio nella bellezza non riguarda solo uno spostamento fisico al fine di poter ammirare musei, monumenti, piazze e palazzi, ma altresì prende in considerazioni l'approccio mentale con il quale il viaggiatore compie il suo cammino.Nel viaggiatore culturale, tale potere è molto accentuato dal fatto che egli dispone di una predisposizione naturale a ricercare questo senso di bellezza ed esserne avvolto e coinvolto.Il viaggiatore culturale o come chiamato al giorno d'oggi il turista culturale, è tra tutti i tipi di turisti definiti in età moderna, quello che più si identifica nel viaggio nella bellezza. Ecco, quindi che il turista culturale compie nel suo cammino verso il bello, un viaggio parallelo: un viaggio fisico, fatto di strade, palazzi, musei, di spostamenti in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo e un viaggio metafisico, nel quale si producono sentimenti di attesa, di quiete, eccitazione e riflessione.Il viaggiatore del bello è colui che cerca oltre la bellezza materiale e puramente estetica ma che riesce a produrre nei suo sensi interni, un vortice di sensazioni frenetiche che regalano benessere.Così quel viaggiatore che incarna tale spirito non si limiterà ad ammirare la bellezza del David di Michelangelo o gli altri celebri monumenti dell'Accademia di Firenze; bensì cercherà la verità di tale materia nel suo ambiente esterno. Esaminando i comportamenti dei cittadini del luogo, scoprendone le tradizioni e la cultura, cercherà di cogliere nel presente quell'essenza generatrice di bellezza che è stata prodotta nel passato ma che proroga tutt'oggi il suo effetto.In quest'ottica, la bellezza non è contemplata solo nell'opera d'arte ma anche in tutto il suo contesto circostante. Ciò che dà piacere nel recepire l'idea di bellezza non è soltanto dipeso dal gusto estetico con la quale quella bellezza è stata generata, ma altresì dal contesto storico, dalla storia dell'artista e dalla sua originalità.In questo contesto l'opera d'arte non diviene solo un oggetto bello o meno bello da ammirare,quanto materia con la quale si testimoniano tracce di umanità e cultura. Il turista culturale, ha bisogno più che mai nell'incontro e confronto con la bellezza, di trovare quegli attimi di riflessione e armonia che lo rigenerano e lo animano di nuova forza interiore con la quale tendere al benessere. Ecco, quindi che più che mai ai giorni nostri, dove alcuni dei valori più nobili dell'essere umano si stanno lentamente dimenticando, il viaggio nella bellezza può assumere una funzione di risveglio. Gli anni di plastica hanno come detto condizionato molto le nostre menti e le nostre abitudini. Negli anni del boom industriale il viaggio è stato inteso più come vacanza e momento di relax o di esaltazione dello status. Nei grandi cambiamenti di questi ultimi anni stanno sorgendo importanti riflessioni su aspetti spesso dimenticati. Si è iniziato a parlare anche nel mondo dell'economia, di morale e di etica , la difesa dell'ambiente ha riportato alla ribalta dei valori quali la rivalutazione del mondo rurale, la sostenibilità del pianeta, la riscoperta e la salvaguardia delle tradizioni e del folklore. In questa nuovo contesto, il viaggio ha assunto un valore ed una funzione diversa rispetto al passato, dove la ricerca delle bellezza può rappresentare una guida verso l'apprendimento di questi emergenti valori.
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3 giorni bellissimi! Con Vanna mia novella moglie ,siamo partiti a Febbraio per il Carnevale di Cadiz. Con una piccola spesa ed un pò di organizzazione, ci siamo fatti una piccola vacanza a costi relativamente bassi. 1 Giorno: partenza alle 5 di mattina dalla nostra casa di Montelupo ed arrivo alle 6 circa all’aereoporto di Pisa, dove abbiamo preso un volo Ryan air con destinazione Siviglia. Check in , fatto direttamente on line e partenza puntuale circa alle 7 di mattina. Alle 9 arriviamo a Siviglia , dall’aereoporto c’ è un pulman molto comodo che parte ogni 15 minuti e porta direttamente in città. Mentre facciamo la fila, neanche a dirlo, ” i soliti italiani” si fanno riconoscere, eludendo la fila ,così che una calientissima signora spagnola gli impreca contro arrabbiatissima. Arrossitti e taciturni ci avviamo in autubus, mentre dei signori imprecano in spagnolo contro la maleducazione degli italiani. Scendiamo proprio davanti alla stazione per prendere il treno per Cadiz ma è’ sabato e ci sono meno treni rispetto agli altri giorni della settimana, così ci facciamo un giro veloce per Siviglia. Un oretta nel quale non riusciamo ad arrivare al centro storico della città,ma abbiamo il tempo per renderci conto che Siviglia è una città molto ordinata e curata . Alle 12 circa parte il treno per Cadiz , quasi 2 ore di viaggio, tra i paesaggi dell’Andalusia, la regione più povera della Spagna. Arrivati in albergo, giusto il tempo di posare le valigie e andiamo subito a farci un giro per il centro e ovviamente anche a mangiare . Sono le 3 di pomeriggio passate da un bel pò , ma qui è normale mangiare tardi , così troviamo tutti i ristoranti pieni. Porto a Vanna a mangiare da Las Flores una frittoria molto nota a Cadiz, che ho già avuto modo di provare in un mio precedente soggiorno qui a Cadiz. Con meno di 10 euro a testa ci facciamo delle acetuinas ( grosse olivone verdi) e una doppia porzione di fritto.Il ristorante è affollatissimo e si mangia con le mani, in un clima popolare, come del resto è popolare e semplice tutta la città. Finito di mangiare, porto Vanna a vedere un pò la città ,così andiamo alla Cattedrale di Cadiz , alla plaza dell’ayuntamiento , Plaza de Espana ed il bellissimo Parco Genovese .Tornati in albergo ,una doccia e un pò di riposo e subito usciamo per la sera, in Spagna usa la Ir de Tapas, ovvero andare di locale in locale e farsi una birra ed una tapas ( sono dei piccoli assaggi di specialità spagnole). Concludiamo la serata in giro per il centro, dove c è una sfilata con varie maschere. I Cadicini vivono il carnevale con grande passione e le vie sono piene zeppe di ragazzi ma anche famiglie allegre .Ormai stanchi ci ritiriamo a letto in attesa dell’ intensa giornata dei carri e dei cantori. 2 Giorno . Ci svegliamo la mattina della domenica non tardissimo , intorno alle 10 una colazione in un bar del centro.Vi avverto la colazione ed il caffè sono schifosisimi , ma forse sono io ad essere sempre troppo esigente per il cibo. Fatta la colazione ,decidiamo di visitare la Cattedrale di Cadiz pagato il biglietto di pochi euro, ci apprestiamo a salire diversi scalini ed arrivamo in cima alla cupola, da dove si vede tutta Cadiz . Lo spettacolo della città vista dall’ alto è bellissimo.Cadiz è un città molto antica e completamente circondata dall’oceano, proprio davanti al Marocco ( solo 1 ora di traghetto). Subito dopo la visita della cattedrale, decidiamo di farci un giro lungomare e verso la città nuova. E’ un tragitto abbastanza lungo, ma la giornata è splendida e la passeggiata diventa piacevole.La spiaggia di Cadiz è molto lunga e ampia e soprattutto è a pochi metri dalle abitazioni cittadine. Nella parte nuova della città, i palazzi sono anni 70-80 si tratta per la maggior parte di alti palazzi popolari, a dire il vero non tanto belli, ma che nel contesto della città risultano affascinanti. Passeggiata finita e si torna in centro, dove stanno iniziando le sfilate di carnevale. Andiamo alla Plaza Mina, dove ci sono i carri. Non vi aspettate dei carri stile Viareggio, i carri di Cadiz sono del tutto diversi, ogni carro è a tema con persone mascherate; abbiamo visto i preti, le cameriere, i barbieri, i pinguini e molti altri. La cosa bella è che i componenti di ogni carro cantano e suonano canzoni folcroristiche e ironiche.Devo dire che anche conoscendo poco lo spagnolo è molto divertente ascoltatarle e nel contempo vedere le faccie divertite ed allegre della gente che ti sta attorno. Il vino e la birra scorrono a fiumi,e nonostante ciò tutto si svolge in modo sobrio e tranquillo. Continuando il giro per la stada, si trovano altri gruppi in maschera che cantano e mimano situazioni divertenti negli angoli delle strade. 3 Giorno. Prendiamo il treno per Siviglia ed arrivamo a Siviglia alle 12 . Il nostro Albergo si trova a circa 1 km dal centro,così posiamo le valigie e ripartiamo per il centro storico della città. Per il tragitto che porta al centro notiamo che in molte strade ci sono alberi d’aranci, con vere e grosse arance attaccate, ( e si xchè non era così scontanto in questo mondo tutto artificiale)le strade sono molto larghe, il traffico molto ordinato e c’ è una bella pista ciclabile. Arrivati al centro, visitiamo la cattedrale, si dice una delle più grandi cattedrali del mondo. Continuamo il nostro giro a piedi verso l’Alcazar, il palazzo reale.Quando lo vediamo io e Vanna rimaniamo a bocca aperta, un palazzo enorme e di grande bellezza. Continuamo il notro tragitto tra i monumenti ed i tanti parchi della città fino a tarda sera. A cena mangiamo in un bar de tapas, proprio vicino alla cattedrale ,sono le 10 di sera , ma il centro è pieno di persone e la temperatura è molto piacevole. Durante il giorno ci sono stati oltre 20 gradi, nonostante sia solo Febbraio, per qui pare che sia una temperatura normale. La nostra vacanza è finità. Entrambi siamo rimasti , impressionati dalla bellezza di Siviglia ed anche dalla sua efficienza e qualità di vita. Non possiamo che consigliare a tutti una visita Siviglia Cadiz.
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