Turchia 2000
La Turchia era sempre stata un paese particolare, perlomeno nel mio immaginario: avevo sempre ritenuto che fosse in realtà ilo primo dei paesi del terzo mondo, uno di quei luoghi caratterizzati da un bassissimo tenore di vita, da povertà diffusa, da condizioni di sicurezza precarie pur con tantissimo da offrire in termini di paesaggi, reperti archeologici e mare. Parimenti, avevo sempre pensato ad Istanbul come ad una versione ingrandita di Atene: cioè una metropoli caotica, disordinata, inquinata e pericolosa pur nell’ambito di uno scenario, quello del Bosforo, incomparabile.
Le voci a riguardo di questo paese da parte di chi c’era già stato erano però tutte estremamente favorevoli: un viaggio meraviglioso, posti stupefacenti (Cappadocia in primis), gente simpatica e ospitale e soprattutto prezzi risibili, se confrontati con i nostri.
Siccome non c’e’ nulla di meglio che rispondere di persona alle proprie domande, quando all’inizio dell’estate del 2000 la prevista vacanza in barca in Grecia era stata accantonata, non volendo comunque rinunziare al mare e accompagnandomi con una ragazza patita tanto dell’abbronzatura quanto di viaggi come Gabriella, l’attenzione è subito caduta sulla Turchia.
Così, insieme a Gabriele e Lucia e poi anche a Costantino e Valeria, abbiamo organizzato un viaggio di tre settimane che ci avrebbe permesso di avere almeno una prima impressione generale del paese, da Istanbul alla Cappadocia, all’interno anatolico, alla costa sud e al mar mediterraneo. Non sarebbe stato possibile spingersi, per mancanza di tempo, anche ad est (in Kurdistan e verso il Monte Ararat): se ne sarebbe eventualmente parlato in un viaggio successivo.
Avremmo trascorso ad Istanbul due giorni all’inizio e due alla fine: da parte mia c’era diffidenza verso questa città e contavo di rimanerci il meno possibile, non sapendo evidentemente che sarei rimasto particolarmente colpito da quella che è senza dubbio una delle città più belle del mondo. In mezzo, saremmo volati in Cappadocia e da qui avremmo affittato un pulmino col quale ci saremmo spostati per il paese fino ad Antalya, sulla costa sud, da dove poi, ancora in aereo, saremmo tornati ad Istanbul.
Sarebbe stato un viaggio eccezionale, sotto tutti gli aspetti: la scoperta di un paese meraviglioso che al tempo era ancora estremamente economico (nei sette anni successivi i prezzi si sarebbero ottuplicati….), gente ospitale, simpatica e allegra, posti mozzafiato e pochissimi turisti in giro…siamo partiti il 28 luglio e siamo tornati il 15 agosto a Roma, invasa da milioni di ragazzi convenuti per la giornata mondiale della Gioventù, in un’atmosfera completamente diversa da quella in cui eravamo stati immersi nelle settimane precedenti…
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Questo articolo è stato scritto da: Il Decano
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