Viaggio in moto. Destinazione Marocco.

1 Agosto, temperatura a circa 40 gradi, ore 7 del mattino di una piccola cittadina Toscana.E’ così che è iniziata una delle mie avventure di viaggio che mi avrebbe portato un mese in Marocco tra dune, montagne, paesaggi alpini e Tuareg, nonché “le mie prigioni” marocchine…Ma di questo ne parliamo dopo…I mezzi di trasporto erano due moto, una raccattata all’ultimo minuto da chi l’avventura l’aveva improvvisata per fare qualcosa in estatePrima tappa, confine tra Italia e Francia..Si prosegue per i Pirenei con sosta per la notte.Il giorno seguente, dopo un lungo tratto nelle montagne……arriviamo ad Almeria giusto in tempo per cappottarci sul traghetto che ci avrebbe portato a Melilla, arrivo in serata e dogana.Da li il nostro vero viaggio ha inizio.Prima meta:le città imperiali.Fes è bellissima, è rimasta ancora la più genuina, quella in cui si respira aria di vero Marocco, mercati tradizionali che odorano di spezie e concerie piene di colori dove occorre stomaco per visitare i luoghi in cui le vasche a cielo aperto si mischiano con l’aria irrespirabile dei 45 gradi e delle pelli in conceria. Meknes è la più elegante, le sue mura color sabbia parlano ancora di imperi lontani dove le battaglie erano combattute sullo stile del film Troy………Quello che ti meraviglia nel percorso che porta al deserto è passare la catena montagnosa dell’Atlante, divisa in alto,basso e medio Atlante e dove passi paesaggi davvero incredibili.Nella cima più alta ti trovi in un paesino di nome Miscliffen ( o come si scrive) in cui tetti delle case ti portano all’improvviso in una località svizzera o austriaca e dove ti aspetti di sentire canti tirolesi da un momento all’altro…ti giri e ,dopo aver visto la stazione sciistica pensi di aver sbagliato strada…questa sensazione ti rimane ancora per diverso tempo, quando ti trovi a passare tra alti arbusti e distese di alberi secolari….ma dopo circa 150 km ecco che la zona della legione straniera ti ricorda che non sei in Europa o in un parco americano…Da li, la direzione Quarzazate è un insieme di sensazioni, tramonti rossi e colori caldi…un po’ come la temperatura…Quando ero li ero solita definire il Marocco un grande campo da tennis pieno di mosche in quanto il colore rosso della terra è quello predominante dopo quello della sabbia del deserto.

Non dimenticate di visitare,al sud del paese, le gole di Todra.

 Non ho visto pulman o gite organizzate in questo posto ma voi dovete immaginarvi un oasi tra la sabbia che forma una conca di verde e roccia, una strada da percorrere e un fiume che scorre in mezzo a tutto questo. Quando siete nel punto più basso vi girate, guardate in alto, e tutto intorno a voi ci sono delle gole altissime che vi guardano, voi scaricate le moto dai bagagli e iniziate a fare a guado il fiume insieme a ragazzi che arrivano un po’ da tutto il mondo con i loro mezzi di trasporto a due ruote ,per assaporare questa esperienza, per me la più bella del viaggio.In tutto questo un solo albergo, da cifre esorbitanti per una notte, messo in modo discreto in questa meraviglia…Ma finalmente il Sahara pieno…Dune, racconti di ragazzi che si sono persi nei fuori pista, leggende e verità che si mescolano per avvisare i turisti che il deserto è pericoloso quando stupendo.Più a sud ancora, l’incontro con i Tuareg che ci portano a visitare luoghi bellissimi e restano con noi a bere thè fino a tarda notte…noi ,molto stanchi per i nostri chilometri giornalieri sulle spalle, siamo felicissimi la sera di andare a dormire dopo aver cenato alla meglio….La cena, si…. quella per noi, come il pranzo, è stata sempre una nota dolente.Consiglio questo viaggio a chi vuole perdere 7 kg come ho fatto io.

La mattina si trovano in qualche modo , ottimi croissant, eredità della vecchia colonia francese, per il resto, non frequentando noi alberghi turistici, il nostro cibo consisteva in cous cous, tahin, brachette, ovvero spiedini alla brace, ottimi direi, ma forse insufficienti per lo sforzo fisico che stavamo sostenendo.Niente pasta o pane come da noi….Dimenticavo:sconsiglio questo tipo di viaggio agli schizzinosi…ho foto di ragazzi che ci guardano mangiare e preferiscono morire di fame prima di inzuppare le mani tutti insieme in una pentola, o prima di mangiare carne arrostita insieme alla testa di un animale….ma vi risparmierò i particolari….Un’altra cosa a cui bisogna stare attenti sono i bambini.Passando in strade e percorsi alternativi, capita spesso di entrare in villaggi locali dove giocano all’aria aperta e in mezzo alla strada.Per loro, tutto quello che è novità è attrazione, come per tutti i bambini al mondo, quindi questa situazione diventa pericolosissima in quanto ti arrivano addosso mentre viaggi, incuriositi dallo strano mezzo di trasporto e dal tuo strano modo di vestire.E’ qui infatti che abbiamo incontrato un problema: una bimba che correva a bordo strada è finita sotto una moto e, pur non essendosi fatta molto male, la legge marocchina prevede che un turista che ha un incidente con un residente, deve rimanere fermo con sequestro del passaporto e agli arresti, per 4 giorni, ovvero il tempo necessario per dichiarare il cittadino fuori da qualsiasi pericolo di vita o problemi di salute permanenti. Per riavere il passaporto si deve avere una sorta di processo davanti al giudice che dichiara l’incidente chiuso pacificamente.Tutto questo, nel nostro caso, è avvenuto in una cittadina di nome Gulmima, senza ospedale e neppure aule di tribunale che ci ha fatto perdere 4 giorni.L’esperienza , ora che si è conclusa , è da considerarsi interessante ma non lo era molto in quei giorni che, scortati dalla polizia, vagavamo tra carceri e giudici.Da li abbiamo visto di tutto. Di grande utilità in quei momenti è avere con noi i telefoni e i riferimenti di ambasciata e consolati italiani di zona. Il sapere che sono informati sui fatti rende tutto molto più semplice.All’arrivo con i confini della Mauritania siamo dovuti tornare indietro…non si passa senza vaccinazione della febbre gialla quindi, prossima meta Marrakech .Li il turismo di massa è alle stelle e tutto è finto e riprodotto, ad eccezione del minareto rosa, molto bello alla luce del tramonto.Ma era ormai tempo di rientrare e da li la costa dell’oceano atlantico era quello che ci voleva dopo tanto deserto.L’abbiamo risalita tutta da sud a nord passando per la capitale, per Casablanca, per la splendida spiaggia di Cap Spartel fino a Tangeri dove ci siamo imbarcati direzione Gibilterra.Ormai la stanchezza si faceva sentire e questo non ci ha portato a godere della bellezza della costa spagnola più di tanto, anche se il segno della cultura occidentale era evidente ai nostri occhi.L’arrivo in Francia e poi il ben tornato in Italia ce l’ha dato un’acquazzone di fine agosto…Mi rendo conto che riassumere un mese in due fogli rende poco ma se ho deciso di raccontare questo diario di viaggio è perché tutto è valso la pena e ogni momento di quel viaggio mi ha lasciato qualcosa.Il mio ricordo è racchiuso in un barattolo in cucina con la sabbia del Sahara all’interno.Quando lo tocco sento la cipria e il caldo di un mondo a se…Il mio consiglio?Andateci ma con prudenza, con un viaggio organizzato per non correre rischi e con tanto cervello all’avventura….BUON VIAGGIO

 



Questo articolo è stato scritto da: Enirchetta
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